L’importanza del colore nella Brand Identity e nella comunicazione.
Cos’è il colore?
Il colore è la percezione nel nostro cervello di radiazioni elettromagnetiche di diverse lunghezze d’onda.
Per spiegare brevemente e tecnicamente di cosa stiamo parlando dobbiamo pensare che tutto ciò che ci circonda, quando viene illuminato, assorbe la luce per poi rifletterla. Questo riflesso ha una lunghezza d’onda che determina il colore dell’oggetto illuminato.
L’occhio umano non è in grado di percepire tutte le onde luminose esistenti in natura, ma solo uno spettro di sette colori: il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, l’azzurro, l’indaco e il violetto.
Nel corso dei secoli l’analisi del colore è stata trattata da molti studiosi, in questo articolo invece tratteremo il nostro punto di vista in quanto agenzia specializzata in marketing e comunicazione visiva.
Questo punto di partenza è fondamentale per affrontare in maniera consapevole e professionale la scelta di un colore per un brand, senza affidarsi al semplice gusto estetico e personale.
Tutti sappiamo che i colori sono in grado di generare degli effetti su di noi molto diversi, ma come siamo arrivati ad attribuire loro dei significati?
Johannes Itten (l’ideatore del cerchio di Itenn) studiò il colore anche da un punto di vista più funzionale, andando ad evidenziare come tutti i processi occhio-cervello, alla vista di un determinato colore, siano in grado di produrre delle vere e proprie reazioni psicologiche in chi li guarda: delle aspettative.
L’esempio più lampante che potremmo fare, è quello di considerare come i colori definiti ‘caldi’ abbiano un potere eccitante e stimolante, mentre quelli considerati ‘freddi’ sono tranquillizzanti e sedativi.
Questi aspetti sono importanti da tener conto, perché il colore può essere usato per ottenere delle sensazioni specifiche nell’ambiente in cui andiamo ad operare.
Oltre ad avere degli effetti sul piano sensoriale della vista, i colori sono in grado di suscitare in noi delle percezioni legate a tutti i nostri 5 sensi.
Pensiamo, ad esempio, a quanto sia importante la scelta di un packaging che sia in grado di anticipare nel consumatore delle aspettative di gusto e vendergli un’esperienza ancor prima di vendere concretamente il prodotto. Il colore, infatti, secondo numerosissimi studi scientifici, è in grado di influenzarci sul gusto e di risvegliare in noi sensazioni tattili e di consistenza.
Un packaging dai colori pastello potrà evocare in noi un’associazione mentale di gusto dolce e consistenza morbida, mentre un colore che vira nelle tonalità del beige-giallo suscita un gusto salato e asciutto.
Anche l’olfatto, che è il più antico dei nostri sensi, risente delle associazioni cromatiche-sensoriali.
Sarà un caso che la maggior parte dei prodotti destinati alla cura e all’igiene della persona sono nei toni del violetto o del verde? Certo che no.
Una confezione che ha questi colori ci farà percepire sicuramente una sensazione positiva di profumata freschezza.
A questo punto non ci sorprenderà sapere che alcuni studi condotti da biologi e psicologi sulle associazioni colori-suono, evidenzino come i colori siano addirittura capaci di amplificare o smorzare le sensazioni sonore. Facciamo caso, ad esempio, al colore dei pannelli insonorizzati: se sono scuri c’è un motivo.
La psicologia del consumatore, dunque, si indirizza in modo molto specifico ed è determinata moltissimo dall’uso del colore.
Quanto è importante nella progettazione scegliere il colore giusto?
Sappiamo che il colore è in grado di influenzare la scelta di acquistare o meno un determinato prodotto, ma fermiamoci per un istante a riflettere sulla percentuale di quanto effettivamente quel colore giochi un ruolo decisivo nella scelta del consumatore.
Quanti sono i clienti che riconoscono nel colore l’elemento determinante per effettuare un acquisto? L’85%. Questi dati dovrebbero farci riflettere, dunque, su quanto la progettazione debba sempre tenere conto dei colori per essere efficace. La grafica, e il design in senso più ampio, risentono dell’uso più o meno appropriato di un colore per veicolare un messaggio e suscitare emozioni e percezioni.
La brand color, ovvero lo studio dei colori per il marchio, serve per determinare il posizionamento aziendale nel mercato in cui si intende ricoprire un ruolo. Il marchio ha, dunque, la necessità di scegliere dei colori che suscitano delle emozioni nelle persone e che siano strettamente legati alla vision dell’azienda.
Il cliente così facendo, si rispecchia nel brand e ne condivide gli obiettivi.
Il colore è quindi parte integrante della progettazione grafica e della comunicazione.
Bisogna considerare, però, che i colori non viaggiano mai da soli, ma vivono in un ambiente circostante con il quale interagiscono sempre.
Non basta sapere che per un brand biologico la scelta migliore sarebbe quella di utilizzare il colore verde, ma bisogna tener conto degli immaginari che le combinazioni di colori potrebbero creare.
Ad esempio: sei un ristorante di lusso. La scelta di utilizzare un colore come il rosso, legato per antonomasia al settore alimentare, sarebbe davvero un grosso errore, perché associato indissolubilmente anche al concetto di fast food (vedi il caso McDonald’s).
Un altro esempio che potremmo fare, andando più nel pratico, è quello di considerare come uno stesso colore, accostato ad un altro, esprima dei concetti totalmente differenti.
Prendiamo il colore blu, simbolo di affidabilità, sicurezza, ma anche freschezza e leggerezza. Se al blu andiamo ad accostare il grigio, l’idea che ci verrà in mente sarà legata all’industria tecnologia mentre, se associato al giallo, l’effetto sarà subito un’immagine solare tipica dell’estate.
Sensazioni diverse per combinazioni diverse.
Nella comunicazione visiva, bisogna tener conto dei contesti: valutarli è consigliabile per riuscire ad ottenere un progetto vincente.
Questo significa che non solo l’uso del colore è una tecnica che ha basi scientifiche dimostrate, ma che è molto difficile da applicare e, per tanto, è sempre consigliabile affidarsi a un progettista competente ed esperto perché gli errori di una cattiva comunicazione sono dietro l’angolo.
